L’indagine sui concetti di vero e falso ha privilegiato, nella filosofia contemporanea, la verità apofantica, ossia la verità di dicta (enunciati, proposizioni). Ma a quali entità, oltre ai dicta, conviene il predicato ‘vero’ [‘true’, wahr’, ‘vrai’]? Nel libro Adelaster. Il nome del vero, Amedeo Giovanni Conte fa luce sul caso meno indagato ma non meno frequente in cui parliamo di verità di cose, di res (ad esempio quando diciamo: “Una banconota da 17 euro non è una vera banconota”, “Un vero soldato deve essere valoroso”). La ricerca sul vero come predicato di res (come predicato di cose) si intreccia, nel libro, con due questioni fondamentali della recente filosofia del normativo (indagate tra gli altri da Norberto Bobbio e Georg Henrik von Wright): Conviene il predicato ‘vero’ alle norme? O forse alle norme conviene non il predicato logico ‘vero’, ma un predicato axiologico, ad esempio ‘valido’ o ‘giusto’? La risposta a queste ultime domande investe i campi della semiotica, dell’ontologia, dell’axiologia e della logica.
Dettagli libro
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Editore
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Testo originale
Sì -
Lingua
Italiano -
Data di pubblicazione
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Numero di pagine
222 -
Argomento
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Collana
Sull'autore
Amedeo Giovanni Conte
Amedeo Giovanni Conte (Pavia, 1934 – Cava Manara, 2019) è stato professore libero docente dell’Università di Torino, professore emerito dell’Università di Pavia, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, Roma. Tra le sue pubblicazioni: Saggio sulla completezza degli ordinamenti giuridici, 1962; Deontische Logik und Semantik (con Georg Henrik con Wright e Risto Hilpinen), 1977; Filosofia del linguaggio normativo (3 voll.), 1989-2001; Filosofia dell’ordinamento normativo, 1997; Filosofia del diritto (con Paolo Di Lucia, Luigi Ferrajoli, Mario Jori), 2002, 2013; Kenningar, 2006; Ricerche di filosofia del diritto (con Paolo Di Lucia, Antonio Incampo, Giuseppe Lorini, Wojciech Żełaniec), 2007; Res ex nomine, 2009; Sociologia filosofica del diritto, 2011; Adelaster. Il nome del vero, 2016.

