Larari Pompeiani Iconografia e Culto dei Lari in Ambito Domestico

Larari Pompeiani

Iconografia e Culto dei Lari in Ambito Domestico

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All’interno del sempre vivace dibattito riguardante Pompei e il territorio vesuviano, riveste un ruolo affascinante e di grande attualità l’esame della vita quotidiana, dei costumi e delle pratiche religiose che si svolgevano tra le mura domestiche. In tale ambito si inserisce questo libro, che presenta un’indagine complessiva sul significato e sulle espressioni di culto dedicate ai Lari, divinità gemelle che dall’età arcaica rivestirono un ruolo rilevante nel sistema religioso romano. L’analisi dell’ampia ed eccezionale mole della documentazione pompeiana mette in luce le autentiche espressioni di culto dedicate ai Lari, distinguendole dalle più generiche forme di devozione rivolte alle divinità della casa. Dai dati raccolti in un corpus complessivo, risulta evidente che i lararia erano collocati in cucina, sede del focolare domestico; lì, insieme a Vesta, i Lari garantivano continuità e benessere all’intera familia. Espressione privilegiata di tale devozione era la raffigurazione pittorica, come attestano i numerosi affreschi che mostrano lo svolgimento di un sacrificio rivolto ai Lari, compiuto dal Genio del paterfamilias, accompagnato spesso nel registro inferiore da uno o due serpenti: la scena svolgeva una funzione cultuale rappresentando e quindi perpetuando il rito sacrificale compiuto in onore dei Lares dal dominus insieme all’intera familia. L’indagine iconografica restituisce l’autentico significato di queste divinità: l’immagine di fanciulli muniti di rhyton, nata grazie a significativi prestiti dalla raffigurazione dei Dioscuri, rivela in realtà la loro vera natura di antenati divinizzati vigilanti sulla progenie.

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Sobre el autor

Federica Giacobello

Federica Giacobello (Milano, 1973), laureata in Lettere classiche con specializzazione in archeologia presso l’Università degli Studi di Milano, ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Archeologia greca e romana presso l’Università degli Studi di Perugia. Attualmente collabora con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Milano. Suoi ambiti privilegiati di ricerca, accanto agli studi d’argomento pompeiano, sono la ceramica apula e la coroplastica magnogreca, la pittura antica indagata negli aspetti tecnici e iconografici, la bronzistica romana.